giovedì 29 maggio 2008

Uranio.


L'uranio costava nel 2000 10 $ / lb. Oggi costa più di 80 $ / lb. Il suo prezzo si è quindi moltiplicato ben 8 volte.Ovviamente la ragione di questo trend è un aumento della domanda a fronte di una produzione limitata per non dire scarsa. Gli idioti di turno stanno facendo ancora una volta la scelta sbagliata.
La produzione dell’uranio e scarsa almeno quanto quella d’altre materie prime come il petrolio, il carbone ecc.ecc. E’ ovvio essendo una risorsa come tutte le materie prime ad esaurimento.
Fra l’altro i prezzi dell’uranio negli ultimi anni hanno avuto un’impennata enorme, grazie alla forte richiesta d’energia che viene dai paesi in via di sviluppo come Cina e India. Paesi che fra l’altro hanno gia il nucleare, quindi non devono riprogrammare da capo la loro politica energetica rivolta al nucleare come l’Italia.
Per il giorno in cui l’Italia sarà pronta per mettere in produzione energia nucleare, L’uranio avrà prezzi elevatissimi, e sarà scarsissimo. Quindi ci ritroveremmo in emergenza energetica un’altra volta. In più con tutti i riski correlati.
Stiamo perdendo tempo ancora una volta. Abbiamo avuto la fortuna di uscire dal nucleare nel 1987. Abbiamo perso tanto tempo in questi anni non avviando una politica energetica alternativa con le fonti rinnovabili, costruendoci un noau che il mondo intero ci avrebbe invidiato e copiato, esportando competenze e tecnologie.
Per questo siamo ancora in tempo, forse. Le competenze le abbiamo, intelligenze e tecnologie in quantità.
Basta fare una scelta coraggiosa.
Per non dimenticare aggiungo:
CERNOBYL 26 APRILE 1986 ORE 1.23.44
Poche ore dopo l'incidente, nella relativamente vicina Svezia, le apparecchiature della centrale di Forsmark, rilevarono alti livelli di radiazione nell'aria. Supposero, visto l'elevato livello dei dati, che vi fosse una falla all'interno di una delle loro centrali e quindi cominciarono immediatamente a fare controlli in tutti i loro impianti. Assicuratisi che le loro centrali erano perfettamente in sicurezza, cominciarono a cercare altrove la fonte delle radiazioni e giunsero così fino in Unione Sovietica. Chiesero spiegazioni al governo e chiesero loro perché non era stato avvisato nessuno. Dapprima il governo sminuì la cosa ma ormai gli svedesi, con i loro controlli, avevano messo al corrente l'Europa intera che un grave incidente era occorso in una centrale sovietica. Il mondo intero cominciò a fare pressione e finalmente rilasciarono le prime e scarne dichiarazioni sull'incidente che fecero il giro del mondo. Intanto sull'Europa intera si riversavano piogge contaminate e le radiazioni si spargevano a macchia di leopardo su campi, villaggi, città.

mercoledì 28 maggio 2008

Per non dimenticare... MAI !


Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Pericle - Discorso agli Ateniesi, 461 a.C

Peccato che Veltrusconi se lo sia perso...


Attenzione alle parole... non è tutt'oro quel che luccica.




Il governo e l'ABI da sempre hanno in comune una spiccata tendenza alla truffa ai danni dei cittadini e pretendono,per di più,di ricevere la gratitudine e il ringraziamento dei truffati. Il recente accordo in tema di mutui risulta,infatti,ad un sommario esame,finalizzato solo ed esclusivamente a salvaguardare gli interessi dell'esecutivo e dei banchieri.La crisi immobiliare in atto,della cui reale gravità i mezzi di informazione,asserviti e pagati dalla classe politica,bancaria e imprenditoriale,si guardano bene dal farne menzione,sarebbe aggravata ulteriormente qualora ai cittadini impossibilitati a pagare la rata del mutuo venisse tolta la casa dalle banche e messa all'asta per la successiva vendita.L'immissione sul mercato di questi immobili (si parla di 1.250.000 famiglie in sofferenza con il pagamento della rata del mutuo),creerebbe da un lato un grave problema sociale che si ripercuoterebbe sull'immagine dell'esecutivo e,dall'altro, un danno economico alle banche che dovrebbero vendere gli immobili pignorati ad un prezzo inferiore al valore del mutuo erogato.Seguirebbero a catena altri danni nel campo finanziario (fondi immobiliari, obbligazioni da cartolarizzazioni etc) e nell'economia reale già in fase di forte rallentamento con conseguenti minori entrate nelle casse dello stato.Il gatto e la volpe,quindi,con l'accordo raggiunto (si presume in pochi secondi) hanno preso due piccioni con una fava: cercano di salvare i loro esclusivi interessi e,al contempo,ostentano generosità e comprensione per i cittadini in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo ai quali,però,viene concesso semplicemente di PAGARE DOPO CON GLI INTERESSI,le somme che le banche anticipano oggi.


Politici e banchieri andate a fare in culo!

lunedì 19 maggio 2008

Il governo a Napoli...


Ottima iniziativa quella di tenere il Consiglio dei Ministri a Napoli...

Per maggiore chiarezza ecco qui il programma della giornata del Governo Berlusconi:
- Ore 10: Il volo di Stato atterra a Capodichino.
- Ore 10:30: Pullman e auto di scorta attraversano la città per raggiungere il palazzo della Prefettura.
- Ore 11:30: Arrivo in Prefettura. Inizia il Consiglio dei Ministri.
- Ore 13: Pausa pranzo. E' finito il Consiglio dei Ministri
- Ore 15: Conferenza stampa a Palazzo Reale.
- Ore 17: Ritorno a Roma.

L'ormai celebre riunione di gabinetto a Napoli si riduce a questo: un'ora e mezza di consiglio, e CINQUE ORE E MEZZA tra PASSERELLE in pubblico e pausa PRANZO!Cari contribuenti italiani, AVETE PAGATO UNA GITARELLA DI GRUPPO AL NOSTRO GOVERNO! Che l'abbiate votato o meno...

sabato 3 maggio 2008

La triste realtà


Se la politica fosse solo una campagna di advertising , confezionare cioe' uno spot per vendere al meglio il proprio prodotto, e con il voto il tutto avesse fine, Berlusconi sarebbe il n.1 al mondo, perchè oltre ad avere la strada in discesa ripidissima con tutti i mezzi media che possiede, ha anche quell'istinto che lo porta a interpretare, annusare quello che puo' piacere alla gente.
Peccato che il tutto sempre e comunque si riduce al risultato elettorale e non appena si ritorna dal piano di marketing a quello reale, a poco a poco si sgonfia tutto.
Alcuni esempi ? In una campagna elettorale condotta sul filo della TOTALE EMOTIVITA', senza alcun programma reale, vengono già al pettine i primi nodi :
a) non si riesce a formare il governo
b) la spazzatura a Napoli aumenta
c) Alitalia .....caos calmo + 300 milioni di euro
d) Gheddafi la pensa come Napolitano
Non c'è una cosa detta , annunciata , rimarcata in campagna elettorale che prenda forma . Si dirà: "Ma come ? Lasciatelo iniziare a lavorare, non ha neppure iniziato!"
Il punto è che il Silvio non inizierà mai a governare, non è i suo lavoro, non è CAPACE e non è in grado di farlo.
Brogliusconi non è un industriale, non è un imprenditore, non è niente; è un venditore di spazi pubbliciari in un oligopolio, ora in un monopolio... il suo. E' un piazzista di se stesso, un buon advertiser di se stesso, un buon presidente di una squadra di calcio grazie a budget elevati.
E' un prodotto virtuale della falsa informazione; senza quella verrebbe fuori il niente o il nulla. Berlusconi rimane quello che avrebbe marcato col marchio Ferrari una 600.
Ad oggi , con l'eccezione di Tremonti, non ha una squadra, ha un accozzaglia di coglioni e nemmeno autorevoli.
Quello che non aveva previsto Montanelli è la forza di peruasione dei media abbinata ai soldi ed una buona immagine di base e costruita.

sabato 19 aprile 2008

Da tenere BEN PRESENTE...


La prescrizione

Quanto tempo trascorre prima che un processo finisca è molto importante per il cittadino parte offesa e per l’imputato innocente: tutti e due hanno interesse a che il processo finisca presto e bene, che vuol dire per il primo risarcimento del danno e per il secondo fine di un incubo e restituzione dell’onorabilità perduta. Ma ancora più importante, si capisce, è per l’imputato colpevole: perché uno può essere condannato solo se non è trascorso il tempo necessario perché il reato di cui imputato venga considerato prescritto. Quando invece è maturata la prescrizione, anche se l’imputato è giudicato colpevole (perché comunque il Giudice, se ritiene che l’imputato sia innocente lo deve dichiarare, anche se il reato è prescritto; quindi una sentenza di prescrizione è sempre una sentenza che ha accertato la colpevolezza). Il reato viene dichiarato estinto e nessuna pena può essere inflitta. Sicché si capisce bene che l’imputato colpevole ha un interesse fondamentale: evitare di essere processato e definitivamente condannato prima che il reato sa lui commesso sia prescritto.
Il termine di prescrizione è stabilito dall’art. 157 del codice penale e dipende dalla pena massima prevista per il reato. Più questa è elevata, più il termine di prescrizione è lungo: si va dai trent’anni per l’omicidio ai cinque anni circa per una contravvenzione, i calcoli sono un po’ complessi, questa è la risultante finale. In realtà, però, il termine di prescrizione può essere assai più corto perché esso dipende dal fatto che siano stati posti in essere i cosiddetti atti interrottivi, come previsto dall’art. 160 del codice di procedura penale; vale a dire, in buona sostanza, una serie di attività processuali che presuppongono, appunto, l’apertura di un procedimento. Sicché, se, per esempio, nessuno ha denunciato un falso in bilancio commesso nel 2003, dopo appena quattro anni, alla fine del 2007 per intendersi, il reato sarà prescritto e non potrà più aprirsi alcun procedimento penale.
E’ evidente allora che la pena prevista per ogni reato serve a determinare quanto tempo è necessario perché questo si prescriva: più la pena è elevata nel massimo, maggiore è il tempo necessario per la prescrizione.
Se si considera la cosa da un altro punto di vista, e tenuto conto che il legislatore sa benissimo quali sono i tempi del processo penale, la previsione di una pena massima poco elevata serve a impedire che si riesca a terminare il processo.
È facile capire quindi che pene miti equivalgono a una garanzia di impunità.
A tutto questo qualcuno potrebbe obbiettare che il legislatore – ma chi sarà costui, sarebbe bello saperlo; alla fine tutti dicono che è stato quell’altro, quell’altro partito, quell’altra <>, quell’altro insomma – si è fatto carico del problema e ha previsto una cosa importante, che in effetti fa molta impressione ai cittadini ignari di cose giudiziarie: se uno è già stato condannato, se è un delinquente conclamato, i termini di prescrizione aumentano e quindi lo si può condannare ancora. Il che è vero. Solo che questo legislatore non ha pensato che questo discorso vale per i soliti poveracci, quelli che vengono arrestati per essere venuti alle mani con un vigile urbano, o perché appena giunti dal Senegal, hanno spacciato due dosi di hashish per conto del trafficante che è comodamente seduto al vicino caffè: è questa la gente che affolla le carceri. Ma non vale, il discorso, per chi falsifica i bilanci, evade le imposte, corrompe i pubblici funzionari ecc.: questo individuo è sempre un incensurato, certamente non ha mai rubato in un supermercato un pezzo di formaggio né ha mai picchiato un Carabiniere che gli chiedeva i documenti; ed è destinato a restare incensurato a vita perché i processi che contano non arrivano mai a una sentenza di condanna. Si apre così un circolo perverso per il quale gente di questa risma non viene mai condannata una prima volta, non diventa mai <> e quindi non viene mai condannata nemmeno in seguito.
Sicché questa è la prima frontiera del processo penale:
arrivare alla prescrizione.
E ci si arriva sempre o quasi. Con un processo che dura un minimo di dieci anni, tutti i reati che si prescrivono in cinque i in sette e mezzo sono matematicamente prescritti prima della fine.
Quanti sono questi reati? Il 95 (novantacinque) percento di tutti quelli che vengono commessi.
Non so se sono necessari commenti. Forse si, forse p bene dire chiaramente che tutte le contravvenzioni in materia antinfortunistica, ambientale, ecologica, di inquinamento; tutti i delitti di corruzione, falso in bilancio, frode fiscale; tutti i delitti di maltrattamento in famiglia e violazione degli obblighi di assistenza famigliare, tutti i delitti di falsa testimonianza, tutti i diritti di truffa, anche ai danni dello stato o di enti pubblici o dell’ Unione Europea;

tutti questi delitti e tanti altri che non cito perché sarebbe un elenco lunghissimo non saranno mai puniti. Nessun processo per questi delitti si concluderà con una sanzione effettiva. Nessuno che abbia commesso un di questi delitti andrà mai in prigione.