sabato 19 aprile 2008

Da tenere BEN PRESENTE...


La prescrizione

Quanto tempo trascorre prima che un processo finisca è molto importante per il cittadino parte offesa e per l’imputato innocente: tutti e due hanno interesse a che il processo finisca presto e bene, che vuol dire per il primo risarcimento del danno e per il secondo fine di un incubo e restituzione dell’onorabilità perduta. Ma ancora più importante, si capisce, è per l’imputato colpevole: perché uno può essere condannato solo se non è trascorso il tempo necessario perché il reato di cui imputato venga considerato prescritto. Quando invece è maturata la prescrizione, anche se l’imputato è giudicato colpevole (perché comunque il Giudice, se ritiene che l’imputato sia innocente lo deve dichiarare, anche se il reato è prescritto; quindi una sentenza di prescrizione è sempre una sentenza che ha accertato la colpevolezza). Il reato viene dichiarato estinto e nessuna pena può essere inflitta. Sicché si capisce bene che l’imputato colpevole ha un interesse fondamentale: evitare di essere processato e definitivamente condannato prima che il reato sa lui commesso sia prescritto.
Il termine di prescrizione è stabilito dall’art. 157 del codice penale e dipende dalla pena massima prevista per il reato. Più questa è elevata, più il termine di prescrizione è lungo: si va dai trent’anni per l’omicidio ai cinque anni circa per una contravvenzione, i calcoli sono un po’ complessi, questa è la risultante finale. In realtà, però, il termine di prescrizione può essere assai più corto perché esso dipende dal fatto che siano stati posti in essere i cosiddetti atti interrottivi, come previsto dall’art. 160 del codice di procedura penale; vale a dire, in buona sostanza, una serie di attività processuali che presuppongono, appunto, l’apertura di un procedimento. Sicché, se, per esempio, nessuno ha denunciato un falso in bilancio commesso nel 2003, dopo appena quattro anni, alla fine del 2007 per intendersi, il reato sarà prescritto e non potrà più aprirsi alcun procedimento penale.
E’ evidente allora che la pena prevista per ogni reato serve a determinare quanto tempo è necessario perché questo si prescriva: più la pena è elevata nel massimo, maggiore è il tempo necessario per la prescrizione.
Se si considera la cosa da un altro punto di vista, e tenuto conto che il legislatore sa benissimo quali sono i tempi del processo penale, la previsione di una pena massima poco elevata serve a impedire che si riesca a terminare il processo.
È facile capire quindi che pene miti equivalgono a una garanzia di impunità.
A tutto questo qualcuno potrebbe obbiettare che il legislatore – ma chi sarà costui, sarebbe bello saperlo; alla fine tutti dicono che è stato quell’altro, quell’altro partito, quell’altra <>, quell’altro insomma – si è fatto carico del problema e ha previsto una cosa importante, che in effetti fa molta impressione ai cittadini ignari di cose giudiziarie: se uno è già stato condannato, se è un delinquente conclamato, i termini di prescrizione aumentano e quindi lo si può condannare ancora. Il che è vero. Solo che questo legislatore non ha pensato che questo discorso vale per i soliti poveracci, quelli che vengono arrestati per essere venuti alle mani con un vigile urbano, o perché appena giunti dal Senegal, hanno spacciato due dosi di hashish per conto del trafficante che è comodamente seduto al vicino caffè: è questa la gente che affolla le carceri. Ma non vale, il discorso, per chi falsifica i bilanci, evade le imposte, corrompe i pubblici funzionari ecc.: questo individuo è sempre un incensurato, certamente non ha mai rubato in un supermercato un pezzo di formaggio né ha mai picchiato un Carabiniere che gli chiedeva i documenti; ed è destinato a restare incensurato a vita perché i processi che contano non arrivano mai a una sentenza di condanna. Si apre così un circolo perverso per il quale gente di questa risma non viene mai condannata una prima volta, non diventa mai <> e quindi non viene mai condannata nemmeno in seguito.
Sicché questa è la prima frontiera del processo penale:
arrivare alla prescrizione.
E ci si arriva sempre o quasi. Con un processo che dura un minimo di dieci anni, tutti i reati che si prescrivono in cinque i in sette e mezzo sono matematicamente prescritti prima della fine.
Quanti sono questi reati? Il 95 (novantacinque) percento di tutti quelli che vengono commessi.
Non so se sono necessari commenti. Forse si, forse p bene dire chiaramente che tutte le contravvenzioni in materia antinfortunistica, ambientale, ecologica, di inquinamento; tutti i delitti di corruzione, falso in bilancio, frode fiscale; tutti i delitti di maltrattamento in famiglia e violazione degli obblighi di assistenza famigliare, tutti i delitti di falsa testimonianza, tutti i diritti di truffa, anche ai danni dello stato o di enti pubblici o dell’ Unione Europea;

tutti questi delitti e tanti altri che non cito perché sarebbe un elenco lunghissimo non saranno mai puniti. Nessun processo per questi delitti si concluderà con una sanzione effettiva. Nessuno che abbia commesso un di questi delitti andrà mai in prigione.

venerdì 28 marzo 2008



Lettera aperta a chi ancora non ha capito (o fa finta di non capire)

Tu che trascorri le giornate a fare proselitismo pro-voto. Tu che hai il coraggio di scaricare sui moltissimi italiani che non votano la responsabilità del futuro e inevitabile disastro italico. Tu che hai il coraggio di difendere Prodi e inviti a votare Veltroni. Tu che parli di fascismo e nazismo, di Destra e di Sinistra. Tu che attacchi il Nano di Arcore e dimentichi, o fingi di dimenticare, che i governi di centro sx lo hanno reso immortale.

Purtroppo hai anche tu il diritto di esprimerti ma quello che veramente mi infastidisce è che lo fai con arroganza e violenza. Ti scagli contro chi, legittimamente, esprime una nuova idea di Stato, di politica, di società.

Tu sei l'emblema di quello che attacchi. Sei la rappresentazione perfetta del fasciocattocomunista lobotomizzato.

Tu sei il peggior servo del sistema mafioso-piduista-tangentista-affarista-bancario-assicurativo che ci sta uccidendo. Fai parte di quella schiera di leccapiedi che hanno portato il nostro paese alla bancarotta economica e morale. Tu fai parte di quella marmaglia di oligofrenici che inquinano le strade, l'aria, i mari, tutto.

Ti dico una cosa...

Noi siamo troppo buoni!
Ti permettiamo di insultarci continuamente e di derubarci sistematicamente di quello che ancora abbiamo senza nemmeno reagire. Anche in questo blog, dove non dovresti trovare spazio per calunniare e offendere, hai sempre diritto di parola. Ricordati però che l'eccesso di democrazia porta, inevitabilmente, all'anarchia e le conseguenze saranno devastanti.
Soprattutto per i SERVI come te!

RIVOLUZIONE SUBITO!
(anzi no. Ormai è tardi!)

Immaginate di dover tenere uno spettacolo in un palazzetto e accorgervi che metà delle poltroncine sono vacanti...Sapete che significa? Che ve la pigliate intuculu! Significa che la gente è stufa di voi, che non convincete più, che siete acqua passata, che è appena iniziato il vostro declino!
Astensione dal voto significa fargli capire che non siete più ricattabili, che non abboccate più, che la droga non fa più effetto!




Confucio un giorno disse: “Quando ci troviamo in una barca piena di buchi occorre agire nel seguente modo. In primo luogo occorre fermare chi ha fatto i buchi, impedendogli di farne di nuovi e facendogli pagare il doppio dei danni prodotti. In secondo luogo bisogna turare le falle aperte. In terzo luogo occorre svuotare dall’acqua la barca, prima che affondi. Partire dal terzo punto sarebbe stupido ed inutile, in quanto lo sforzo ci esaurirebbe… impedendoci di portare a termine con successo l’operazione. Anche partire dal secondo punto sarebbe un errore perché resterebbe in attività il produttore di buchi, a fare altri danni, in una continua rincorsa tra problemi creati e da risolvere con urgenza, in qualunque modo, anche se ulteriormente dannoso, col crescente rischio di non riuscirci.”

Beh, forse non l’ ha detto, ma avrebbe dovuto.

NESSUNO e dico NESSUNO riuscirà a convincermi a votare per lui dichiarando che risolverà i problemi uno alla volta, secchiata dopo secchiata, senza fare prima i nomi dei “CREATORI DI BUCHI”, senza dire come ridurli all’impotenza e come far rimborsare i danni prodotti. E non accetto “prese per i fondelli” da chi parla, senza fare nomi, di “furbetti dei quartierini” per nascondere “FURBONI DEI QUARTIERONI” altrettanto anonimi (chissà perché).
Parola di Confucio


mercoledì 26 marzo 2008




La situazione umana attuale si trova, per consenso unanime, in uno stato deplorevole.

Niente di nuovo.

Anche ieri o l'altro ieri era così.

I guai e le miserie che gli umani devono sopportare, sia come individui che come cittadini (sovrani?), è il risultato del modo forse più stupido che improbabile in cui la vita fu da loro stessi organizzata sin dai suoi inizi.

Tutti gli esseri, dal verme all'elefante, devono sopportare la loro dose quotidiana di tribolazioni, timori, frustrazioni, pene e avversità, ma gli animali sociali hanno il privilegio di doversi sobbarcare un peso aggiuntivo, una dose extra di tribolazioni quotidiane, causate da un preciso gruppo di persone della loro stessa specie. Si tratta di un gruppo potentissimo (più della mafia, o del complesso industriale-militare, o dell'internazionale comunista) per quanto non organizzato, che pur non rientrando in alcun ordinamento - quindi senza un capo, o un presidente, o uno statuto - "riesce tuttavia ad operare in perfetta sintonia come se fosse guidato da una mano invisibile, in modo tale che le attività di ciascun membro contribuiscono potentemente a rafforzare ed amplificare l'efficacia dell'attività di tutti gli altri membri".

Si tratta del gruppo dei CRETINI.

Le seguenti riflessioni non sono frutto di cinismo, né di esercitazioni di disfattismo sociale o di anarchismo, non più di quanto lo sia un libro di Piero Angela. Sono il risultato di uno sforzo costruttivo per investigare, conoscere e quindi possibilmente neutralizzare una delle più potenti e oscure forze che impediscono la crescita del benessere e della felicità umana.



INTERNET A CHE SERVE?

Per esempio a scoprire i retroscena dell'11 settembre 2001, visto il sistema informativo cieco, sordo e muto.
Serve a scoprire per esempio che le banche centrali come la BCE, la Banca d'Italia e la FED americana sono delle S.p.A., di cui sono azioniste le principali banche private.
Ricordiamocelo quando i governatori centrali propongono le loro relazioni ai media con l'autorevolezza di chi ha a cuore il bene comune. Ricordiamoci che sono stati nominati dalle banche private e come tali molto più probabilmente parlano a nome delle banche.
Non è un caso se le banche ricevono un interesse non spiegabile se non con la tradizione e il privilegio per danaro stampato e messo in circolazione, prestato allo stato, che aumenta il debito pubblico (e senza che la cartamoneta sia convertibile e garantita dall'oro!).
Cartamoneta che ha corso legale perchè diamo per scontato che sia spendibile.
ricordiamocelo quando sentiremo qualcuno che parla contro lo statalismo. e chiediamogli la causa della recessione mondiale in atto. Chiediamogli se per caso c'entrino i mutui americani subprime spacciati anche con i fondi di investimento. Chiediamogli se la politica economica e monetaria sia in mano alle banche svincolate da qualsiasi autorità democratica statuale oppure sia dovuta a qualche cattivo ministro dell'economia.

Siamo in un mondo in cui la politica se mai ha contato oggi non rappresenta più nessuno. i politici sono alle dipendenze di chi ha in mano la moneta (persino la chiesa ha la banca vaticana!).
Il mondo è stato per 8 anni in mano ad un presidente non eletto dagli americani visti i brogli ampiamente documentati. il mondo ha quest'unica superpotenza e il suo complesso industriale-militare che chiede una guerra ogni 10 anni.
Ecco a che serve internet. Ad informarci.

martedì 25 marzo 2008



Furbi e fessi

L'italiano è un popolo che si fa guidare da imbecilli i quali hanno fama di essere machiavellici, riuscendo così ad aggiungere al danno la beffa, ossia l'insuccesso alla disistima, per il loro paese. l'Italia va avanti perché ci sono i fessi.

I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l'Italia sono i furbi che non fanno nulla, spendono e se la godono.

Il fesso in generale è stupido. Se non fosse stupido avrebbe cacciato via i furbi da parecchio tempo.

Il fesso in generale è incolto per stupidagine. Se non fosse stupido, capirebbe che il valore della cultura per cacciare i furbi.

Ma anche i fessi intelligenti, che pur esistono, non possono mandare via i furbi perché sono fessi; perchè gli altri fessi sono stupidi e incolti, e non li capiscono.

L'italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno.

Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia, ma anche per la reverenza che l'italiano ha della furbizia stessa.